L’occupazione abusiva  oppone due diritti fondamentali: il diritto alla proprietà e il diritto alla casa. L’occupazione abusiva può essere assimilata alla nozione di violazione di domicilio solo se il bene occupato abusivamente costituisce una residenza principale quando l’occupante vi si insedia.

La Corte di cassazione (sezione penale, 22 gennaio 1997, 95-81.186) giudica che anche se gli occupanti abusivi si introducono con effrazione in un appartamento, non commettono violazione di domicilio se l’appartamento è vuoto, sia perché è stato appena terminato, o perché ci si trova nell’intervallo tra due locazioni, o ancora perché l’immobile è destinato alla demolizione. Un alloggio vacante e non occupato non può essere considerato come un domicilio. Per saperne di più sui beni occupati abusivamente.